“Zampogna”. Così Pippo Marchioro, il suo primo allenatore nei professionisti e inizialmente scettico nei suoi confronti, chiamò Riccardo Zampagna al suo arrivo a Trieste. Ci mise poco a ricredersi. In seguito ci hanno messo poco più o meno tutti gli allenatori che all’inizio lo “bollavano” come troppo grezzo calcisticamente.

“Il calcio alla rovescia”, il libro scritto a quattro mani con Ivano Mari, è una raccolta di ricordi, articoli, foto. Ma anche di sensazioni, pensieri, stati d’animo. Riccardone mette il suo cuore a nudo e lo fa con la naturalezza e la schiettezza tutta ternana. Raccontando i litigi con Del Neri e Pioli, la scarsa fiducia del dg (anche ex rossoverde) Mauro Meluso, la difficile convivenza con Di Napoli al Messina. Ricorda i gol uno per uno. Ringrazia uno dei suoi primi allenatori che lo schierò una stagione intera da terzino. Parla degli amici di sempre, del sostegno e dell’aiuto della sua famiglia. Non le manda a dire a Capozzucca e Beretta per la mancata promozione in A della Ternana nella stagione ’03-’04, colpevoli di non aver fatto da punto di riferimento alla squadra in un momento in cui la società era assente.

Mai, in tutta la sua carriera, Riccardo ha perso di vista i veri valori della vita: la sincerità, l'onestà, il rispetto della parola data (come quando rifiutò il Torino perchè già si era promesso al Vicenza, ultimo in B). Una testa calda che spesso ha pagato per il suo voler sempre dire le cose in faccia.

Anche per questo il libro “formato quaderno” pieno di ritagli, foto, aneddoti, a dir la verità, ci rende tutti un po’ più orgogliosi di essere ternani. Che di questi tempi, con certi esempi sotto al naso, non è roba da poco. Ternani e tifosi delle Fere proprio come lui, il veracissimo Riccardone di Borgo Rivo, che in chiusura di presentazione del lavoro scritto a quattro mani con Ivano Mari non ha mancato di rivolgere un pensiero all’attuale Ternana, ed al fatto che il Liberati sia, sempre più, desolatamente vuoto. Facile dirlo, ma ci vorrebbe un pò del suo “calcio alla rovescia” per tornare a riempirlo.

RICAVATO PER L’ACQUISTO DI UN MAMMOGRAFO DIGITALE
Costo dell’opera € 20.00, ma per una giusta causa: donare, in collaborazione con Terni X Terni Anch’io, un nuovo mammografo digitale al S. Maria di Terni. Il libro è disponibile presso la libreria “Alterocca” ed è stato presentato sabato scorso, 9 aprile, in una gremita sala Blu di Palazzo Gazzoli.

LA PRESENTAZIONE ALLA SALA BLU DI PALAZZO GAZZOLI
Tanti gli amici, i colleghi e le autorità che hanno voluto presenziare e dare il loro supporto a “Riccardone”, “madrina” Giuliana Scorsoni, ed in rigoroso ordine di intervento: il sindaco di Terni Leopoldo di Girolamo; l’assessore provinciale Filippo Beco; il presidente del Coni di Terni avv. Massimo Carignani; lo stesso giornalista ternano Ivano Mari; il direttore sportivo ex Lazio e Palermo nonché suo scopritore Walter Sabatini; il mister, ex, tra l’altro, rossoverde, Bruno Bolchi; il giornalista de “Il Corriere dello Sport” Fabio Massimo Splendore; il suo procuratore, ed amico fraterno, Luca Urbani; mamma Franca; due suoi ex capitani come Ezio Brevi e Marco Di Loreto; Alberto Bonifazi, presidente della “Terni X Terni Anch’io”. Zampagna è parso molto emozionato e più che una conferenza stampa è sembrata una riunione di amici. Ecco cosa hanno detto:

Leopoldo Di Girolamo: “Un ternano doc”
Il sindaco ha rimarcato come Zampagna sia un vero ternano e di come abbia rappresentato Terni in giro per l’Italia ed anche oltre.
Filippo Beco: “Un esempio per i giovani”
L’assessore alla Provincia ha cercato di spronare le nuove leve ricordando come agli inizi, all’Amerina, Zampagna giocasse e lavorasse come tappezziere. Oltre allo stesso attaccante, ha posto come esempio anche la sua famiglia, che ha fatto numerosi sacrifici per permettergli di coronare il suo sogno.
Massimo Carignani: “Generoso. Non ha appeso le scarpette al chiodo”
L’avvocato e presidente del Coni di Terni ha ricordato come l’attaccante non abbia del tutto appeso le scarpette al chiodo dopo l’addio alla Carrarese, visto che si è dedicato anima e corpo al progetto (ed alla sua funzione sociale) di calcio popolare con la squadra UISP di Terni “Primidellastrada”.
Ivano Mari: “Questo libro è stato più duro del mio”
Lo storico collega, ormai istituzione a Terni, ha raccontato di come sia nata l’idea del libro e le fasi della sua progettazione, tutto fatto in casa. Visibilmente emozionato, tant’è che anche Zampagna “lo becca” davanti a tutti…
Walter Sabatini: “Tutti pensavano che era un Caterpillar, invece era educato calcisticamente”
Il direttore sportivo, che può vantare tra le sue scoperte giocatori del calibro di Gennaro Gattuso ed Javier Pastore, ricorda di come, detto in apertura, Marchioro, che all’epoca voleva Andrea Silenzi per la sua ambiziosa Triestina, si ritrovò “Zampogna”. E dopo un mese ne fu conquistato. Sabatini in seguito lo volle fortemente anche all’Arezzo.
Bruno Bolchi: “Il nostro primo incontro non fu proprio amichevole, tuttavia, ho sempre preferito le persone dirette”
“Maciste Bolchi”, grande giocatore dell’Inter e poi allenatore, ricorda di come il primo incontro a Messina, stagione 2002-2003 (Bolchi subentrò a stagione in corso), fu in realtà uno “scontro”. Ma la settimana dopo Zampagna invitò tutta la squadra ed il mister a cena, e da lì è nata tutta la stima e la fiducia che durano ancora oggi. Sempre secondo “Maciste”, l’attaccante ha ottenuto in carriera meno di quanto meritasse.
Fabio Massimo Splendore: “Avrebbe potuto disputare un quarto d’ora col Real Madrid”
Il giornalista de “Il Corriere dello Sport” conosce Zampagna nel 2002, a caccia di personaggi. Chiese al procuratore Luca Urbani un’intervista, e da lì è nata l’amicizia.
Luca Urbani: “Cosa devo fare per giocare in serie A? 20 gol. E così fu”
Il procuratore ricorda l’episodio del 2003 quando, ad un provino a Massa Martana, Zampagna chiese a Sabatini: “Direttò, che devo fa per andare in serie A?”. Risposta: “20 gol”. Zampagna ne fece 21 con la Ternana in B nella stagione 2003-2004. L’anno dopo “Riccardone” tornò a Messina, in serie A.
Mamma Franca: “Orgogliosa. Sapevo di avere un campioncino in casa”
La signora Franca, anche lei visibilmente commossa, ha ammesso che suo figlio è ghiotto di coratella. Ha raccontato di quanto l’abbia fatta penare anche se sapeva di avere un campione in casa. A rendere orgogliosa mamma Franca anche il fatto che Riccardo abbia “esportato” le sue ciriole in tutta Italia.
Ezio Brevi e Marco Di Loreto: “Matto. Ma un gran compagno”
Sono stati due suoi ex-capitani (il primo a Terni, il secondo ad Arezzo). Soprattutto Brevi ricorda di come Zampagna lo abbia “tormentato” al telefono per venire a giocare con la maglia rossoverde. A proposito della mancata promozione in A della Ternana nella stagione ’03-’04, l’attuale allenatore dello Sporting Terni ha sottolineato come sia l’unico neo della sua carriera.
Alberto Bonifazi: “Grazie”
L’intervento conclusivo è stato fatto da Alberto Bonifazi, presidente della “Terni X Terni Anch’io”, che ha ringraziato Riccardo Zampagna per l’impegno e lo sforzo nell’aiutare l’associazione a donare il mammografo all’ospedale S. Maria di Terni.

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